Sanificazione di hennè e erbe: un processo indispensabile

Perché è importante la sanificazione delle erbe e degli hennè che applichiamo sui capelli?

Negli scorsi mesi ho avuto la possibilità di collaborare con Ecobiocontrol per sottoporre ad analisi un grosso elenco di campioni di hennè ed erbette.
L’esito non è stato così incoraggiante, in quanto quasi tutti i campioni hanno evidenziato presenza di muffe e batteri.

Qui potete visualizzare un sunto della situazione e richiedere il report dettagliato.

Non posso nascondere che i risultati mi abbiano allarmato da un lato, ma anche incuriosito, in quanto solo due aziende italiane risultavano ‘pulite’ ed in particolar modo: Phitofilos e La Saponaria.

Per andare un po’ più a fondo nella questione ho deciso di contattare Matteo Pantani, titolare di Phitofilos, che ho già avuto il piacere di intervistare in questo articolo.

Sono consapevole, infatti, che il controllo sulla qualità delle materie prime e sui processi produttivi siano per Phitofilos un punto di forza, un dovere verso coloro che intraprendono la transizione al mondo della eco-cosmesi.

Una volta preso contatto con Matteo, ho chiesto informazioni sui processi che Phitofilos utilizza per assicurarsi che i prodotti arrivino al consumatore privi di elementi dannosi per la salute.

E qui si è letteralmente aperto un mondo dinanzi a me.

Matteo mi ha infatti fatto vedere le analisi effettuate su lotti erbacei prima di un qualunque processo di sanificazione.

Potete scaricare qui le analisi che mi sono state fornite:

Come potete vedere, le cariche aerobiche sono di circa 100.000 UFC/g*, lieviti e muffe sono sopra ai 10.000 UFC/g* e purtroppo sono presenti anche alcuni dei più comuni batteri patogeni che spesso si trovano su piante provenienti da paesi produttori e che possiamo riassumere in:

  • Escherichia coli
  • Enterobacter aerogenes
  • Pseudomonas aeruginosa
  • Staphilococcus aureus
  • Aspergillus niger

*UFC/g – Unità Formanti Colonie per grammo

In questo caso analizzato, le piante sono risultate positive a: Enterobacter aerogenes e Staphilococcus aureus.

Ma cosa possono causare questi patogeni considerato che la cute su cui noi applichiamo l’impacco può essere lesa (basta grattarsi per provocare una microlesione) e che comunque la cute è permeabile e quindi possono entrare nel circolo ematico?

Ecco un breve elenco delle malattie più significative.

  • Escherichia coli: malattie intestinali ed extra-intestinali, come diarrea, uretrite , cistiti e, nei casi più gravi,meningite, peritonite, setticemia e polmonite
  • Enterobacter aerogenes: infezioni del tratto urinario o respiratorio (che causa polmonite, infezioni della vescica o infezioni renali)
  • Pseudomonas aeruginosa: infezioni polmonari (da tracheobronchite benigna fino ad una broncopolmonite necrotizzante), follicolite, infezioni delle vie urinarie (Uretriti e cistiti), infezioni dell’orecchio, infezioni dell’occhio , batteremia
  • Staphilococcus aureus: infezioni della pelle, polmonite, infezioni delle valvole cardiache e infezioni ossee.
  • Aspergillus niger: aspergillosi che porta asma, polmonite, sinusite fino ad una malattia sistemica rapidamente progressiva

Questi agenti patogeni – che sono potenzialmente presenti su piante non sterilizzate, anche a seguito di tutti i processi di lavorazione prima di giungere in Europa – potrebbero avere conseguenze molto gravi per soggetti immunodepressi o su donne incinte o semplicemente causare malessere in soggetti sani.

Spesso si possono confondere questi malesseri con quelli più comuni legati ad altre cause: se dopo due settimane dall’ultimo impacco o hennè, vi ritrovaste a star male con tutti i sintomi di un’intossicazione alimentare, pensereste alle piante?

La risposta è no, a nessuno di noi verrebbe mai da imputare un nostro malessere alla conseguenza dell’applicazione di un impacco di erbe!

Ora, se da un lato è ‘normale’ che delle erbe contengano quantomeno muffe e batteri allo stato di crescita in natura e possano sviluppare agenti patogeni in tutti i passaggi richiesti per essere lavorati, stockati, spediti in Italia, non è assolutamente normale che arrivino inquinate nelle nostre case.

Non è accettabile e purtroppo allo stato attuale la normativa europea è un po’ lasca e soprattutto i controlli sono pressocchè assenti.
C’è ancora tanto da fare sul fronte cosmetovigilanza.

Cosa si può fare dunque per bonificare le polveri e renderle ‘innocue’ per un uso cosmetico?

Le erbe vanno sanificate: semplificando, possiamo dire che debbano essere sottoposte a processi di sterilizzazione che abbattano le cariche aerobiche, muffe e lieviti e azzerino totalmente gli agenti patogeni.
In questo modo anche immunodepressi o donne in gravidanza e allattamento potranno utilizzare le polveri in tutta sicurezza.

Sempre tramite Matteo, vi mostro l’effetto di una sanificazione sul lotto in questione di cui vi ho allegato le analisi più su.

Come potere notare, gli agenti patogeni sono totalmente assenti e così anche cariche aerobiche, batteri e muffe.

Vi allego anche un altro file in cui trovate altre analisi in cui sono presenti differenti patogeni e in cui potete osservare l’effetto della sanificazione.

In linea generale Phitofilos oltre ad azzerare gli agenti patogeni ha un protocollo di conformità valido per mantenere sotto i 1000 UFC/g* la carica aerobica, sotto 100 UFC/g* i lieviti e le muffe e totalmente assenti gli agenti patogeni.

Per avere un metro di paragone, si possono valutare la normativa europea per la cosmesi, la farmacopea ufficiale e i rapporti ISTISAN 13/15, dalla cui lettura incrociata è possibile individuare degli indicatori di riferimento per questo genere di prodotti, rispettivamente fissati tra 100.000 UFC/g* e 10.000 UFC/g* per la carica aerobica totale e a 100 UFC/g per la carica micotica totale, con assenza di patogeni.

Basta vedere cosa è successo negli ultimi anni e dare un’occhiata alle marche di henné che sono state bloccate per grave rischio microbiologico, per comprendere l’importanza della sanificazione.

Tra i marchi coinvolti, vi sono anche nomi molto rilevanti per il settore.

Se siete interessati ad approfondire, trovate qui l’elenco messo a disposizione dalla comunità europea sulla sicurezza dei prodotti non alimentari: vi sarà sufficiente selezionare la categoria “Cosmetici” e gli anni di riferimento.

Purtroppo di questo genere di situazioni si è parlato molto poco, ma serve un occhio attento alla salute.

Oltre a quanto detto sinora, Phitofilos si assicura che nessuno dei lotti in vendita contenga valori fuori norma per quanto riguarda pesticidi e metalli pesanti (quali piombo, cadmio, mercurio e arsenico).
In caso contrario, i lotti vengono rispediti al mittente o, se molto piccoli, vengono accettati e poi smaltiti opportunamente (senza venderli dunque).

Devo anche portare in evidenza che erbe sottoposte a sanificazione perdono di diritto la certificazione biologica, ove presente.
Infatti un prodotto per essere certificato biologico NON può essere stato sottoposto a sanificazione.

Il che implica, paradossalmente, che un’erba certificata biologica se da un lato non avrà pesticidi, potrà però potenzialmente contenere muffe, batteri e agenti patogeni.

Per chiudere questo articolo, voglio infine portare alla vostra attenzione, che il PAO (Period After Opening) garantisce che per tutta la sua durata un cosmetico (quindi anche un’erba o una miscela di erbe per uso esterno), manterrà valori microbiologici adatti e salubri.
È il risultato di un’analisi molto importante che esegue solo chi tratta le erbe secondo la normativa sul cosmetico.

Partire da piante sanificate garantisce un PAO di altissimo livello, in quanto queste piante già hanno una purezza microbiologica su altissimi standard! Ragion per cui dalle analisi effettuate da Ecobiocontrol sulle polveri di Phitofilos sono risultate pulite nonostante i pacchetti fossero stati spediti già aperti.

Quindi: fate sempre attenzione al PAO, è una garanzia importantissima per noi consumatori e alla scelta dei prodotti, ricordando che natura è salute solo quando trattata con massima serietà.

Fonti:
– Rapporti ISTISAN 13/15 ­ – DETERMINAZIONE E CONTEGGIO DEI BATTERI VITALI MESOFILI AEROBI

– Regolamento (CE) n. 1223/2009

2 Replies to “Sanificazione di hennè e erbe: un processo indispensabile”

  1. Concordo pienamente con quanto affermato dal signor Matteo Pantani dell’azienda phitofilos!
    Mi chiamo Paolo Pelini, sono Erbochimico, cioè un esperto nel controllo qualità fitochimico e microbiologico dei prodotti naturali contenenti Droghe Vegetali e ho svolto presso l’Università La Sapienza di Roma più volte controlli qualità fitochimici sull’ Henné e in alcuni casi vi era ad opera di batteri, contaminanti , addirittura una modificazione delle molecole che vi dovevano essere (il mio studio è pubblicato su Research gate).
    Ciò sta a significare che la presenza di tali microrganismi oltre che ad essere potenzialmente pericolosa per l’uomo altera lo stesso estratto creando un danno al prodotto.
    Serve un controllo qualità fitochimico e microbiologico accurato e approfondito prima e dopo la sanificazione per scongiurare tali fenomeni.
    Paolo Pelini Erbochimico Valutazione Farmacognostica Controllo Qualità Droghe Vegetali
    http://www.paolopelinierbochimico.it

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