Olio di Cocco (Cocos nucifera)

L’olio di cocco si estrae dalla pianta di cocco (Cocos nucifera), diffusa nelle zone tropicali in Asia, Africa e America Latina e la presenza del frutto e dei suoi prodotti è attestata nella tradizione popolare già dai tempi antichi sia come alimento che come prodotto di bellezza e salute.
La composizione dell’olio di cocco è prevalentemente di acidi grassi saturi sino al 90% che hanno nomi quali laurico, caprinico, caprilico e caprico.
L’acido laurico è un acido grasso fondamentale per l’uomo ed è infatti contenuto anche nel latte materno visto che soltanto la ghiandola mammaria è in grado di produrlo nel momento dell’allattamento poi per averlo l’uomo deve cercarlo nei cibi e primo fra tutti è proprio l’olio di cocco.
L’acido laurico viene considerato l’acido grasso più digeribile per l’uomo, infatti non necessita nemmeno degli acidi biliari e porta con se proprietà antimicrobiche e antifungine che proteggono e rinforzano l’intero organismo. Alcuni studi riportano scoperte che l’acido laurico è utile contro retrovirus quali l’herpes, l’influenza e persino l’HIV.
Da notare che l’olio di cocco è termogenico cioè è capace di aumentare il nostro metabolismo e quindi favorisce il calo di peso normalizzando i livelli di colesterolo e aiutando il sistema immunitario.

Si prega di tener presente che a temperatura ambiente l’olio di cocco è di consistenza solida (simile al burro), mentre si presenta in forma liquida (olio) quando la temperatura si alza sopra i 23/25 °C.
Questa sua caratteristica è importante per lo stoccaggio: per utilizzarlo agevolmente in inverno vi consiglio spassionatamente di travasare il contenuto della bottiglia acquistata in un contenitore più ampio, anche il barattolo della marmellata per capirci ben pulito e disinfettato, dotato di coperchio da cui poter prelevare facilmente con un cucchiaio (mai con le mani mi raccomando, rischiate contaminazioni e muffa).

Quale olio comprare?

Innanzitutto, controllate come al solito l’INCI: l’unico ingrediente presente deve essere l’olio di cocco (Cocos nucifera) e non altro, tipo fragranze, mi raccomando e controllare bene anche l’etichetta perché in commercio esistono diverse tipologie di olio di cocco:

  • olio di cocco puro, ossia un olio di cocco naturale che non ha subito alcun tipo di pastorizzazione, fumigazione, idrogenazione o processo artificiale,
  • olio di cocco raffinato, generalmente ricavato dalla polpa della noce di cocco essiccata, passando poi attraverso vari processi tra cui sbiancamento e deodorazione,
  • olio di cocco non raffinato od olio di cocco vergine (o extra vergine), insieme all’olio di cocco puro, è la forma di olio di cocco nello stato più naturale. L’olio di cocco non raffinato è infatti estratto solo per pressatura e spremitura, senza aggiunta di solventi chimici a velocizzare l’estrazione, senza raffinazione, deodorazione, decolorazione e idrogenazione e quindi non è stato alterato in alcun modo, non contiene additivi, ha un delicato aroma di cocco,
  • olio di cocco biologico, questa dicitura non si riferisce al metodo di produzione dell’olio di cocco, ma al metodo di coltivazione della materia prima, ossia si intende olio di cocco prodotto dalla noce di cocco derivata da coltivazioni biologiche, il che ci garantisce di non utilizzare prodotti chimici di sintesi quali pesticidi e fertilizzanti nella coltivazione delle piante di cocco.

Viene da se che la raffinazione fa perdere al prodotto vergine sia l’aroma originale, sia il gusto, nonchè diverse proprietà, quindi è consigliato comprare un olio puro o vergine, possibilmente biologico. In questo caso è fondamentale l’affidabilità del produttore: proveniendo da zone tropicali in cui le condizioni di lavoro e igieniche rischiano di non essere adeguate, bisogna avere la certezza che il produttore abbia evitato qualsiasi contaminazione, visto che non ci sarà nessun trattamento successivo.
Da considerare che l’olio normalmente reperibile nei negozi etnici è sì ad uso alimentare, ma è raffinato.

Benefici ed utilizzi dell’olio di cocco

In termini di benessere, l’olio di cocco è conosciuto come un buon alleato perché normalizza i grassi e gli zuccheri nel sangue; quindi nella prevenzione del diabete è consigliato visto che migliora la bilanciatura tra zuccheri e insulina in circolo.
Ha proprietà antivirali, antibatteriche e antifungine date dall’acido laurico di cui è composto ed è anche un olio con proprietà antiossidanti grazie alla presenza di altri composti come la vit E. Ricordiamo che malattie quali la Candida sono infezioni fungine e quindi l’olio di cocco può essere utile nei trattamenti specifici a questo problema. Inoltre contiene vitamine K e J, con qualche traccia di ferro minerale.
In generale, rinforza il sistema immunitario, aiuta il cuore e la tiroide grazie al fatto che promuove l’assorbimento dei sali minerali in modo particolare il magnesio e il calcio importanti per la contrattilità dei muscoli, per la struttura scheletrica, per le unghie, i denti e i capelli secchi o ricci.
Protegge il fegato da tossine e dall’alcool e di conseguenza anche i reni e la vescica sono mantenuti in equilibrio grazie alla sua azione di detossificazione e regola anche l’equilibrio acido-base del corpo.

Soprattutto nella medicina ayurvedica, l’olio di cocco può essere utilizzato per l’OIL PULLING: si tratta di un trattamento assolutamente naturale che consiste nell’effettuare lunghi e meticolosi risciacqui della bocca con olio vegetale (normalmente un cucchiaio di olio di cocco), da risciacquare energicamente in bocca per circa venti minuti senza ingoiare, per poi sputare. L’efficacia di questa millenaria terapia ayurvedica è stata dimostrata da ricerche scientifiche: secondo alcuni studi recenti, infatti, gli oli vegetali sarebbero in grado di pulire profondamente bocca e denti, eliminando i microorganismi che causano placca, infiammazione delle gengive e alitosi. Il meccanismo sarebbe molto semplice: l’olio vegetale trascinerebbe via i microorganismi legando le membrane cellulari lipidiche dei batteri. Da notare che l’olio di cocco, rispetto ad altri oli, presta maggiormente a tale pratica, in quanto sembra essere più efficace contro la formazione di batteri grazie all’elevata quantità di acido laurico in esso contenuta. In tal senso, è anche un aiuto per sbiancare i denti: eliminando la placca si eviterebbe la formazione di tartaro, quindi i denti si manterrebbero più puliti e più bianchi. Ovviamente, ciò non vuol dire che l’olio di cocco sia un sostituto naturale del dentifricio perché non lo è: se volete un aiuto in più contro batteri, placca e carie e volete mantenere i denti più bianchi, potete ricorrere all’oil pulling con l’olio di cocco ma dopo il trattamento dovrete comunque lavare i denti con spazzolino e dentifricio.

In cosmesi, trova molteplici applicazioni, grazie alla presenza, oltre agli acidi grassi, di Vitamina E e Vitamina A, utili a combattere l’azione dei radicali liberi e prevenire la comparsa di rughe.
Può essere applicato sulla pelle umida dopo la doccia per regalare elasticità e morbidezza (io l’ho usato anche post tatuaggio e ha fatto il suo dovere).
L’estate è proprio il periodo migliore per utilizzare l’olio di cocco, sia perché il suo profumo ci rimanda a spiagge tropicali sia perché la sua azione emolliente e idratante difende la pelle dalla disidratazione causata dal sole e dall’acqua del mare o della piscina. Può quindi essere utilizzato come dopo sole o come leggero fattore di protezione solare, soprattutto per i capelli.
Può essere utilizzato per preparare uno scrub delicato, mescolando olio di cocco, sale fino, zucchero canna o bicarbonato (e se volete qualche goccia di olio essenziale), da applicare sulla umida massaggiando dolcemente e lasciando agire per qualche minuto prima di risciacquare.
Con l’olio di cocco si possono preparare inoltre degli unguenti lenitivi da applicare in caso di punture di insetti, irritazioni o scottature lievi.
Aggiungendo all’olio di cocco altri ingredienti naturali e vegetali come il burro di karitè, l’olio di mandorle dolci o un olio essenziale, è possibile realizzare cosmetici fai da te personalizzati per il proprio tipo di pelle o miscele di oli specifici per combattere inestetismi cutanei come cellulite e smagliature.
Trattandosi di un olio vegetale che si presenta solido a temperature inferiori ai 23/25°C, occorre riscaldare leggermente l’olio di cocco a bagnomaria se si vogliono incorporare altri ingredienti come il burro di karitè, altri oli o burri vegetali o oli essenziali
Grazie alle sue caratteristiche e alla sua consistenza, l’olio di cocco rientra anche nella formulazione di profumi solidi, candele da massaggio, scrub e burrocacao; infine, lo si utilizza per preparare il sapone.
Per quanto riguarda invece l’utilizzo dell’olio di cocco come agente struccante, visto che esistono due opposte teorie in proposito: chi lo consiglia assolutamente e chi lo sconsiglia perchè sostiene che potrebbe occludere i pori o aumentare le rughe. A riguardo vi invito a leggere le risposte date da Zago su PromisedLand. Da parte mia sconsiglio l’uso del solo olio di cocco, meglio utilizzare un bifasico, anche sotto forma di prima olio di cocco e successivamente un detergente (anche intimo).

L’uso dell’olio di cocco in cucina

Nell’industria alimentare soprattutto nei paesi della zona equatoriale l’olio di cocco è molto utilizzato. Ad esempio è uno degli ingredienti principali per la preparazione del curry tipico del sud est asiatico. In particolare, esso viene utilizzato nelle fritture, nonostante il suo punto di fumo non si attesti su temperature particolarmente elevate.
In cucina è possibile utilizzarlo per preparare torte e leccornie sostituendo i 100 gr di grasso solitamente utilizzato con 75 gr di olio di cocco. Ottimo anche per fritture e per impasti di paste frolle e dolci vari.
Ultimamente l’olio di cocco sta riscuotendo successo anche nel nostro Paese, soprattutto tra chi ha scelto un’alimentazione vegana o vegetariana. Viene osannato per presunte proprietà benefiche sulla salute, ad esempio viene consigliato in caso di colesterolo alto e per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.
In realtà l’olio di cocco è costituito per il 93% di acidi grassi saturi, il che lo rende un alimento ben poco salutare se consumato in grandi quantità. Questo non significa che l’olio di cocco non debba essere utilizzato, ma sicuramente non bisogna abusarne. Se usato con moderazione, può essere d’aiuto per sostituire il burro, lo strutto, la margarina, l’olio di palma e per cucinare a temperature elevate.
Ad esempio, proprio grazie alla ricchezza in grassi saturi, l’olio di cocco risulta particolarmente adatto per friggere o per cuocere ad alte temperature poiché non si formano composti nocivi quando lo si scalda: se saltuariamente volete gustare un buon fritto, l’olio di cocco è quindi sicuramente adatto allo scopo. Inoltre è adatto alla preparazione di ricette dolci o salate al posto di burro, margarina o altri grassi saturi, per dare consistenza; si può usare l’olio di cocco per preparare la pasta sfoglia, l’impasto dei biscotti, la pasta frolla o le piadine o per sostituire il burro sulle fette biscottate a colazione, con un velo di marmellata.
Ovviamente, per l’utilizzo in cucina si deve utilizzare rigorosamente un olio di cocco ad uso alimentare, meglio ancora se biologico.

Olio di cocco sui capelli

L’olio di cocco è un rimedio molto utile in caso di capelli secchi, crespi, opachi o che presentano doppie punte.
Potete dedicare loro un impacco specifico utilizzando dell’olio di cocco puro, utilizzando la tecnica del bagno d’olio: applicare l’olio (eventualmente miscelato ad altro olio vegetale puro) sui capelli umidi con le mani, a partire dalle punte e fino alle radici. La quantità d’olio da utilizzare varia a seconda della lunghezza della vostra chioma, l’importante è che punte e lunghezze siano ben coperte dall’olio, che però non deve grondare dalla testa.
Approfittatene anche, infine, per massaggiare il vostro cuoio capelluto, e dare così anche a questo i benefici dell’olio di cocco, che essendo antimicrobico può essere utilizzato anche in cute, in particolare se soffrite di forfora.

In caso di capelli crespi lavorate con una spatola un cucchiaio di olio di cocco con un cucchiaino di burro di karité, aggiungete cinque gocce di olio essenziale di ylang ylang ed amalgamate bene e quindi applicate sui capelli umidi. In caso di capelli opachi procedete allo stesso modo aggiungendo all’olio di cocco un cucchiaino di olio di ricino anziché il burro di karité.

Dopodichè avvolgete i capelli con cuffia da doccia ed un asciugamano o cappello di lana lasciate agire per almeno due ore o meglio ancora tutta la notte.
Quindi si procede al lavaggio: per la teoria secondo la quale grasso lava grasso vi consiglio di procedere prima con il balsamo e poi con lo shampoo (ovviamente diluito).

Da notare che l’olio di cocco è uno dei pochissimi oli che può essere applicato a capelli asciutti, ma se avete la tendenza ai capelli secchi come me vi consiglio di applicarlo su capelli umidi.
Applicare un cucchiaio di olio di cocco sui capelli umidi è utile anche a proteggere i capelli dall’azione dei raggi solari in spiaggia (ha un leggero fattore di protezione), dal sale, dal cloro delle piscine e dall’acqua termale: ricordatevi però di rinnovare l’applicazione ogni quattro ore circa o dopo il bagno.

Se state cercando un rimedio naturale contro i pidocchi preparate una maschera con un cucchiaio di olio di cocco, un cucchiaino di olio di Neem (che puzza assai) e sei gocce di olio essenziale di lavanda. Distribuite il prodotto sui capelli umidi e procedete con lo shampoo dopo un’ora. Per un’azione efficace, ripetete l’applicazione tre volte alla settimana per tre settimane.

Infine si può utilizzare come leave in, in particolare sulle punte, a capelli bagnati e senza usare phon caldo o piastra, altrimenti fate il fritto: devo però dirvi che in linea generale sconsiglio sempre l’uso di qualsiasi olio vegetale come leave in, perché il rischio è di ottenere capelli secchi (se già lo sono di natura) o appesantiti (se secchi non sono), molto meglio usare il coco silicone a questo scopo.

Come tutti gli oli, l’olio di cocco può aiutare a far scaricare più di fretta l’hennè o le tinte chimiche, quindi se cercate di stratificare non è consigliato.