Ossidazione

Ossidare l’henné è necessario?
Innanzitutto, partiamo con il dire cosa si intende per ossidazione e cosa no.
Per definizione l’ossidazione è il processo che avviene esponendo l’hennè all’ossigeno contenuto nell’aria e si dice che serva a far rilasciare il pigmento tintorio: tale processo avviene soprattutto sui capelli durante il tempo di posa, anche se i capelli vengono coperti dalla pellicola, che è necessaria ad evitare che l’hennè secchi, interrompendo il rilascio del colore.
Presupposto fondamentale perché ciò avvenga è ovviamente che utilizziate acqua calda (non bollente), in questo caso infatti è possibile applicare direttamente l’impasto ed attendere sui capelli che agisca, con notevole risparmio di tempo e fatica.
Diversamente per “ossidazione” NON si intende, come di solito si è portati a pensare, la preparazione dell’hennè con sostanze acide né tanto meno il tempo utilizzato per lasciare riposare l’hennè nella ciotola in luogo caldo prima di applicarlo sui capelli. Per il semplice fatto che l’hennè rilascia comunque i suoi pigmenti tintori anche senza, purché si utilizzi acqua calda.
Tradotto in soldoni, l’ossidazione intesa in senso lato non è MAI necessaria.
Ciò NON vuol dire che non si possa procedere con l’ossidazione intesa come “far riposare l’hennè nella ciotola”: è perfettamente possibile, ma inutile se si utilizza acqua calda. Anzi in tal caso è addirittura controproducente, perché l’utilizzo di acqua calda permette alle molecole di lawsone presenti di rilasciare immediatamente il loro pigmento tintorio, con il risultato che l’hennè avrà già scaricato quasi del tutto il suo potere colorante nella ciotola.
Ciò è assolutamente vero soprattutto per miscele che contengono katam ed indigo, che DEVONO essere immediatamente applicate e mai fatte riposare nella ciotola.
Fino a pochi anni fa si consigliava sempre di far riposare l’hennè nella ciotola ed utilizzare sostanze come aceto, tè o limone per aumentare i riflessi ed aiutare il rilascio del pigmento; come specificato sopra non è necessario, conviene prepararlo solo con acqua calda e fare pose brevi (2-3 ore).
Se si cerca un tono caldo e aranciato, aggiungere sostante acide all’hennè può dare riflessi ramati sul momento, ma nel tempo il colore castanizzerà e si scurirà – anche con una sola applicazione si noterà che il colore dopo qualche settimana dalla posa sarà molto più scuro, non serve stratificare -. Questo accade con tutti gli infusi acidi (tè, camomilla, ibisco…), con l’aceto e in particolare con il limone e l’amla. L’unica sostanza acida che aiuta i riflessi ramati e nel tempo li mantiene brillanti è il miele.
Per quanto riguarda invece il tono freddo, sconsiglio spassionatamente l’ossidazione, decisamente molto meglio preparare hennè con bicarbonato od argilla ed acqua calda, senza ovviamente utilizzare infusi od altre sostanze acide che fanno virare il colore al caldo.
Quanto ai tempi di ossidazione possono variare da qualche ora fino a 12/24 ore a seconda della temperatura dell’acqua e/o del liquido utilizzato, mantenendo il composto al caldo (ad es. in inverno sopra al calorifero) e ben coperto con la pellicola (se secca perde il suo potere tintorio).
In ogni caso, se proprio proprio volete far ossidare vi consiglio di farlo con solo lawsonia (ed eventualmente altre erbe tintorie che si prestano allo scopo, ad esempio la robbia), e di aggiungere dopo altri ingredienti idratanti o nutrienti, compreso sale, bicarbonato od argilla.
Fate riferimento all’immagine dell’articolo per controllare quando avverrà il picco di rilascio del pigmento in rapporto alla temperatura dell’acqua.