Vata

Oggi vi vorrei parlare di Vata che è quello che conosco meglio perché è il mio (sono al 90% Vata, il che accade non frequentemente, pensate un po’ a quanto sono equilibrata!).

Le caratteristiche fisiche e psicologiche

Vata è l’umore corporeo (o energia biologica) avente come elementi dominanti l’etere e l’aria, come tale le sue qualità sono leggerezza, mobilità, rapidità, irregolarità, variabilità, secchezza, freddezza, ruvidità, ecc..
La caratteristica di una tipologia Vata sarà in particolar modo legata alla sua variabilità o irregolarità. Le persone Vata sono imprevedibili, la loro variabilità nelle dimensioni, nell’aspetto, negli stati d’animo e nell’azione è la parte centrale della loro personalità psicofisica.

Fisicamente i Vata sono minuti, magri, esili, hanno spalle e anche strette, la maggior parte di loro ha difficoltà a prender peso e spesso rimangono sottopeso, altri possono essere caratterizzati dalla loro agilità e snellezza. Il loro appetito è variabile, i Vata sono le uniche persone che possono mangiare di tutto senza mai ingrassare, ma a volte possiamo trovare la loro irregolarità anche nella fluttuazione del peso, possono essere magri nell’adolescenza ma andare in sovrappeso nella mezza età.

La marcata irregolarità fisica è causata fondamentalmente dall’eccesso del Dosha Vata. Così i tratti irregolari che possiamo trovare in denti piccoli o grandi e prominenti, mani e piedi piccoli, l’irregolarità del ciclo mestruale, vene e tendini prominenti, scricchiolio alle articolazioni, unghie fragili, pelle secca tendente a screpolarsi, estremità sempre fredde, sonno leggero ed interrotto, intestino irregolare con tendenza a gonfiori addominali e stitichezza, sono alcune delle caratteristiche fisiche di una tipologia Vata.

Mentalmente, i Vata sono soggetti vivaci, gioiosi, sempre entusiasti e ricchi d’immaginazione. La loro mente è sempre attiva a volte nell’eccesso li porta ad essere ansiosi e paurosi. Una delle caratteristiche mentali causata da un eccesso di Vata è la variabilità degli stati d’animo che a volte li porta all’affaticamento cronico.

Tra le qualità dominanti di Vata, forse la più importante è il fatto che è il leader degli altri Dosha. Così sarà sempre il primo ad andare in squilibrio e a determinare i primi stadi del malessere. Vata rappresenta la nostra attività mentale e come tale quello che oggi definiamo stress in Ayurveda possiamo consideralo un eccesso di Vata.

La precauzione fondamentale per i soggetti Vata è concedersi spazi per riposarsi, non fare troppo e prestare attenzione alla regolarità delle abitudini nella vita quotidiana. La pratica dello yoga e della meditazione, l’auto-massaggio con olio caldo o il concedersi un buon massaggio con shirodhara è sicuramente il modo più profondo per mantenere il proprio Vata in equilibrio.

Consigli per i soggetti di tipologia VATA

I soggetti Vata in equilibrio sono molto creativi e grandi pensatori. In squilibrio sono inclini a distrazione, ansia, preoccupazione, perdita di peso, digrignamento dei denti, insonnia e costipazione.
I cibi adatti ai soggetti con tipologia Vata: alimenti caldi come riso, grano, noci e latte e formaggi. Evitare invece cibi crudi come insalate e cibi asciutti e secchi come crackers, fette biscottate, grissini. Le spezie migliori per Vata sono: zenzero, cannella e cardamomo.
Lo Yoga Consigliato: Lento, pratica meditativa, e posture statiche e lente come Tadasana (montagna), Vrkasana (Albero), Balasana (posizione del bambino), e Halàsana (aratro).
Altri suggerimenti: ascolto di musica rilassante, massaggi olio caldo sul corpo prima della doccia e sulle piante dei piedi prima di andare a letto.

La dieta Vata – intesa come tipo di alimentazione, non come calorie –
(tratto da: Ayurveda e alimentazione – rivista “Induismo nel mondo” – serie Sri Vidya n. 17)

Le persone di costituzione Vata soffrono il freddo e perciò hanno bisogno di consumare pasti caldi e di stare al caldo, questo inoltre porta ad accentuare i disturbi soprattutto nella stagione autunnale e invernale quando il freddo inibisce il naturale flusso di movimento.
Le loro capacità digestive e metaboliche sono irregolari e l’appetito e la digestione sono variabili a causa di un fuoco digestivo basso, perciò non devono bere bevande fredde, consumare cibi crudi, molti tipi di legumi che sono difficili da digerire e producono gas intestinali.

L’alimentazione del soggetto Vata dovrebbe comprendere cibi tra quelli elencati di seguito.
Ricordiamo che Vata è freddo, secco, leggero, e ciascuna di queste qualità in eccesso può squilibrarlo, mentre i suoi opposti possono calmarlo ed i sapori che lo alleviano sono quelli salato, aspro, dolce.

  • Cereali – I più adatti sono grano, riso (eccellente il riso basmati), quinoa, avena, seitan (derivato dal glutine di grano).
  • Legumi – Per la maggior parte non sono tollerati eccetto: fagioli neri, piselli freschi, lenticchie nere e rosse.
  • Vegetali – Si può scegliere tra asparagi, carciofi, carote, spinaci, zucca, zucchini, cetrioli, bietole, fagiolini, ravanelli, rape, crescione, olive. Tollerati: cipolla cotta, patate dolci. Devono invece essere evitati vegetali dal gusto pungente come cipolla e aglio, peperoni, funghi, pomodori, cavoli, melanzane.
  • Frutta – È adatta tutta la frutta dolce tra cui banane, ciliege, albicocche, kiwi, arance, limoni, pompelmi, prugne, fragole, fichi, uva, ananas, datteri, cocco, avocado, mango, papaia. Sono sconsigliati frutta secca, mele aspre, frutti astringenti come il melograno.
  • Latticini – Il latte e il ghi (o ghee, il burro chiarificato) sono eccellenti. Sono indicati il latte di soia, yogurt fresco, formaggi leggeri, lassi (bevanda indiana a base di yogurt, buonissima). I gelati devono essere consumati moderatamente ed evitati i prodotti caseari secchi e acidi.
  • Oli – Il migliore è l’olio di sesamo. In piccole quantità sono tollerati l’olio di oliva, di girasole, di soia, di mandorle e di arachidi.
  • Spezie – Tutte le spezie sono indicate, in particolare spezie riscaldanti e pungenti come coriandolo, curcuma, anice, cumino, cannella, pepe di cayenna, semi di fieno greco, chiodi di garofano, zenzero, tamarindo, semi di senape, noce moscata e tra le erbe aromatiche origano, basilico, timo, rosmarino, salvia, santoreggia.
  • Noci – Tutti i tipi di noci sono adatti ma con uso moderato.
  • Dolcificanti – Sono adatti il miele, il malto d’orzo e di riso, il fruttosio, lo zucchero grezzo, lo sciroppo d’acero, la melassa.

Il massaggio Vata

Per le persone che appartengono a questa tipologia, i movimenti sono circolari, profondi ma gentili per rilassare la muscolatura e calmare la mente, curando gli squilibri emozionali. Si usa l’olio di sesamo caldo che ha un’azione calmante. Vata ama il caldo e apprezza il bagno di vapore (Swedana): la persona si stende su un lettino speciale da cui fuoriesce vapore e viene coperta, tranne la testa, da un telo. Questo trattamento riscalda, purifica la pelle e stimola la circolazione. Per potenziale questi effetti si aggiungono nell’acqua oli essenziali ad azione purificante e rilassante o si ricopre il corpo con un fango di erbe, che allieva i dolori e de contrae i muscoli.

Lo yoga per Vata

(vi consiglio di guardare su internet le immagini perché è difficile descriverle)

Di solito i tipi Vata sono snelli, con ossa piccole e corporatura magra. Hanno molta flessibilità e agilità quando sono giovani ma perdono energia e vigore. Quando invecchiano sviluppano facilmente rigidità e difficoltà di movimento.
Il Vata governa le ossa quindi i tipi Vata soffrono frequentemente di artrite, soprattutto dopo i cinquant’anni. Tendono ad essere freddi, ad avere pelle secca, articolazioni che scricchiolano e circolazione insufficiente. I tipi Vata sono ansiosi e paurosi. Normalmente assumono una posizione di protezione con spalle alzate e schiena arcuata; sono portati anche alla scoliosi.

Le Asana (le posizioni yoga) sono un dovere per i tipi Vata, senza di esse avranno poche possibilità di rimanere sani, flessibili e di avere la tranquillità per meditare.
Se osserviamo le persone che praticano le Asana, vedremo che i migliori ed i peggiori sono in maggioranza tipi Vata. I Vata che mantengono la flessibilità con una attività fisica costante saranno i migliori (anche se la troppa flessibilità causa instabilità quando fanno troppo esercizio). E’ importante per i Vata ricordare di mantenere flessibile la spina dorale. I tipi Vata che trascurano il corpo e si focalizzano troppo sulla mente sono i peggiori per quel che riguarda la pratica delle Asana. I Vata, essendo in un certo senso fragili e propensi a fare troppo movimento, sono anche i più esposti ai traumi dovuti ad errori nella pratica e ad Asana troppo energiche. I Vata devono avvicinarsi alle Asana con cautela perché si possono fare del male facilmente.

I Vata devono eseguire le Asana in un modo che riducano Vata, cominciando dal giusto atteggiamento mentale. Non devono mai correre o avere fretta nella pratica delle Asana. Devono prima mettere la mente in uno spazio calmo e mettere le emozioni in condizioni di riposo. Devono riscaldare il corpo gradualmente, migliorando la circolazione e sciogliendo le articolazioni. Devono stare attenti a non sforzarsi troppo o tentare di mettersi nelle posizioni prima che il corpo sia pronto. Devono esercitarsi solo fino a quando cominciano a sudare moderatamente e assicurarsi di assumere abbastanza liquidi durante il periodo di esercizio. La cosa migliore è prendere la cosa con delicatezza facendo fluire i movimenti in modo graduale.

Per i tipi Vata la pratica delle Asana deve porre l’enfasi sulla regione pelvica e sul colon, i luoghi dove Vata è più presente. Devono togliere le tensioni dalle anche, dalla parte lombare della spiana dorsale e dalle articolazioni sacroiliache. In generale le Asana devono limitare il movimento per poter contrastare la tendenza di Vata ad una attività eccessiva. Il troppo movimento e la troppa distensione può portare a tendere troppo i legamenti e a diminuirne la forza. Invece quando Vata crea rigidità, allora la pratica delle Asana deve lavorare per aumentare il movimento e il flusso del Prana nelle zone rigide, ma in modo graduale e costante.

Per i Vata vanno bene le posizioni sedute, soprattutto quelle che creano forza e tranquillità nella parte bassa dell’addome come Siddhasana (posizione perfetta) e Vajrasana (posizione del diamante). Queste posizioni aiutano a sviluppare la calma, aumentano la stabilità e controllano Apana Vaju.

Poiché Vata tende ad accumularsi nella spina dorsale rendendola rigida, i Vata devono impegnarsi a mantenere la spina dorsale flessibile praticando piegamenti della spina dorsale in tutte le direzioni. Sono ottime le torsioni spinali come Matsyendrasana (mezza posizione di Matsyendra), perché rimuovono Vata dal sistema nervoso. Ma le torsioni spinali vanno bene se il respiro è completo; quando il respiro si riduce anche solo di un po’ a causa della parziale compressione di un polmone che può avvenire durante la torsione, il Vata aumenta molto rapidamente.

I piegamenti in avanti danno immediato sollievo all’eccesso di Vata, creano calma e tranquillità. Sono ottimi per rimuovere dalla schiena l’accumulo di Vata che compare sotto forma di rigidità è tensione. Tolgono l’eccesso di Vata dal corpo per mezzo delle articolazioni, ma non possono togliere tutto il Vata se non vengono combinati con i piegamenti all’indietro.
I piegamenti all’indietro sono ottimi per ridurre Vata, ma per essere efficaci devono essere fatti delicatamente e lentamente. Il Vata sviluppa normalmente cifosi e spalle curve. Se viene attaccata troppo aggressivamente, questa rigidità può creare dolore o lesioni. Piegamenti energici all’indietro stimolano il sistema simpatico – reazione di lotta e fuga nella chimica del corpo – e quindi hanno un effetto di stordimento. I piegamenti all’indietro se fatti con stabilità e moderazione, rafforzano nei tipi Vata la sensazione di centratura e hanno un effetto riscaldante, rafforzano Apana e il colon. A questo riguardo i piccoli movimenti all’indietro come il cobra e la locusta sono i più sicuri. Si possono fare piegamenti all’indietro più completi quando si acquisisce maggiore abilità nell’esecuzione di queste posizioni.

Le posizioni in piedi che sviluppano forza, stabilità e calma, sono moto adatti a Vata, soprattutto quelle che danno calma ed equilibrio come la posizione dell’albero (Vrksasana). Tuttavia per apprezzarle i Vata devono sviluppare pazienza e concentrazione.

Le persone Vata hanno bisogno di procedure Yoga delicate che non esauriscano. Devono esercitarsi moderatamente. Devono far seguire alle Asana di movimento dei periodi più lunghi in posizioni sedute e per controllare il Vata in queste posizioni devono praticare il Pranayama e la Meditazione.

Dopo la pratica delle Asana, i Vata devono riposarsi e rilassarsi nella posizione del cadavere. Non devono interrompere di colpo la pratica o impegnarsi in qualche attività che crea agitazione. I Vata devono emergere dalla pratica delle Asana con una sensazione di stabilità, di calore e di calma e dopo aver rimosso le tensioni dalla parte bassa dell’addome. La mente deve essere tranquilla, le emozioni salde e stabili con spazio ed energia per la meditazione.

Asana per Vata
Parole chiave per la pratica: Calma, lentezza, fermezza, stabilizzare, rinforzare, consistenza.

Le Asana
Posizioni sedute come la posizione del loto, la posizione del diamante (Vajrasana), la posizione del leone, Viraasana.
Saluto al sole fatto lentamente e con consapevolezza.
Posizioni in piedi come Vrksasana (posizione dell’albero), Trikonasana (triangolo), Virabhadrasana (posizione del guerriero), Parighasana (posizione della porta) e tutti i piegamenti in avanti da posizioni in piedi.
Posizioni capovolte come la posizione sulla testa, Viparitakarani (una posizione invertita rilassante), Cobra e Locusta (piegamenti all’indietro semplici), fatte consapevolmente e con cura.
Piegamenti in avanti di ogni tipo, specialmente Janu Sirsasana (piegamento in avanti con la testa alle ginocchia) e Paschimottanasana ( piegamento in avanti completo).
Posizioni fetali, Kurmasana (tataruga), Parivritta Janu Sirsasana ( torsione con testa alle ginocchia), Navasana (posizione della barca), Yoga Mudra (sigillo dello Yoga).
Torsioni spinali, specialmente torsioni da sdraiati, Bharadvajasana II ( torsione del saggio), Pasasana (torsione del cappio).
Posizione del cadavere: i Vata hanno bisogno di un rilassamento lungo e confortevole di almeno venti minuti.