L'Ayurveda, approccio olistico millenario

L’Ayurveda può essere considerata il sistema di medicina naturale più antico di cui l’uomo abbia memoria, il suo nome in sanscrito risulta composto da Ayur, durata della vita o longevità, e Veda, conoscenza rivelata. Molti traducono erroneamente l’Ayurveda come scienza della vita, in realtà si tratta di un sistema medico molto vasto e complesso, vecchio di almeno 2000 anni, comprendente aspetti di prevenzione, oltre che di cura, che permetterebbero, se applicati rigorosamente, di vivere più a lungo, migliorare la propria salute e rispettare il proprio corpo.
In sostanza, l’Ayurveda si occupa di tutti gli aspetti del benessere, quello fisico, quello psichico e quello spirituale e si interessa di ciò che è normale tanto quanto di ciò che è anormale o patologico.
L’Ayurveda si basa sostanzialmente sul concetto di Equilibrio e del Tri-Dosha: Vata, Pitta e Kapha. I tre Dosha vengono presi in considerazione nel determinare la costituzione individuale, l’origine delle malattie, i trattamenti, i metodi per mantenere la buona salute, la routine giornaliera e stagionale, le terapie di purificazione, le terapie di tonificazione, il massaggio, il tipo di esercizio fisico, la dieta, ecc. Insomma un mondo che vi consiglio di conoscere anche solo per cultura personale.
Per capire a quale Dosha (umore corporeo) si appartiene è possibile sottoporsi ad un apposito test presso i Centri Ayurvedici esistenti in Italia oppure più semplicemente compilare un test di autovalutazione su internet, ben sapendo che questi ultimi sono ovviamente meno affidabili non essendoci un esperto che ne interpreta il significato.
Io ho eseguito il mio presso un Centro estetico la cui titolare segue da anni la scuola Ayurvedica e ho poi trovato conferma facendo i vari test online.
Ma non per tutte è così, spesso non esiste un Dosha dominante, ma un insieme di due o più Dosha più o meno in equilibrio tra loro; il mio suggerimento è di consultare un esperto se volete capire meglio come procedere in modo personalizzato, ad esempio con la dieta Ayurvedica od i massaggi, in base al proprio Dosha dominante.
Io eseguo regolarmente massaggi Ayurvedici per Vata (che è il mio Dosha prevalente) e seguo parte delle indicazioni alimentari consigliate per la mia costituzione – ed ho notato che mi sono diminuiti i problemi legati alla ingestione/digestione degli alimenti -, ciò mi permette di stare in una condizione di maggior benessere fisico e psichico.
Vata (etere + aria): Radice “va”, ossia ciò che muove.
Vata è la forza del movimento, è forza dinamica; è l’energia vitale che permette la respirazione, controlla la circolazione del sangue ed il battito cardiaco, il movimento dei muscoli, delle articolazioni, gestisce il transito del cibo, ma più di tutto comanda la trasmissione degli impulsi nervosi, da e verso il cervello e quindi anche i pensieri.
Le qualità di Vata sono: freddo, leggero, secco, asciutto, ruvido, irregolare, mobile, piccolo, sottile, veloce.
Pitta (fuoco + acqua): Radice “tap”, ossia ciò che produce calore.
È la forza della trasformazione, pertanto, controlla il metabolismo, ossia digestione, trasformazione del cibo, processi ormonali ed enzimatici, trasformazione di aria e acqua in tutto il sistema, produzione di calore, emozioni, sviluppa comprensione ed intelletto e presiede gli organi della vista.
Le qualità di Pitta sono: caldo, leggero, acuto, fluido, pungente, leggermente oleoso, tagliente, aspro.
Kapha (acqua + terra): Radice “kaia jalena phalati”, ossia ciò che deriva dall’ acqua.
È la forza della coesione e rappresenta la struttura stessa del corpo, mantiene unite le cellule, forma i muscoli, il grasso, le ossa, le mucose ed i tendini.
Le qualità di Kapha sono: freddo, pesante, lento, stabile, statico, morbido, untuoso, appiccicoso, liscio, umido.
Vata, Pitta e Kapha sono presenti in ciascuna espressione della creazione: dalla forma piccolissima di un atomo, alla forma più grande di un corpo umano.
Vata ha la sua massima concentrazione nel colon, Pitta nell’intestino tenue e Kapha nei polmoni.
Oltre ad una sede principale, ciascun dosha tende a concentrarsi in cinque zone del corpo dove esercita una azione specifica. Questi vengono chiamati subdosha.
Vata è concentrato nel cervello, nei polmoni, nello stomaco, negli organi genitali e nel sistema nervoso.
Pitta è concentrato negli occhi, nel cuore, nello stomaco, nel fegato e nella pelle.
Kapha è concentrato nella testa, nella bocca, nel cuore, nello stomaco e nelle articolazioni.
Così quando i dosha sono in equilibrio producono disturbi specifici nella parte del corpo dove essi sono maggiormente localizzati (azione del subdosha).
La conoscenza delle sedi dove ciascun Dosha è concentrato è indispensabile per la diagnosi ed il trattamento dei vari disturbi.
Tra i molteplici trattamenti elisitici che l’Ayurveda, che possono essere effettuati anche in Occidente, vi è la tecnica dell’oleazione dei capelli nota come Kesa Abhyanga, un trattamento che comprende il massaggio alla testa (Shiro abhyanga) ed un impacco caldo di olio vegetale (Pichu), da scegliersi in base al proprio Dosha dominante, con lo scopo di ridare salute e bellezza ai capelli, regalando al contempo benessere al ricevente.
Questo massaggio comprende una serie di manovre che tendono a rivitalizzare il cuoio capelluto, stimolando la circolazione, con conseguente maggior afflusso di ossigeno e sostanze nutritive alle radici dei fusti, e con l’obiettivo di favorire lo smaltimento di scorie e tossine e dei residui di tessuti morti.
Si tratta ovviamente di una tecnica di trattamento dei capelli che vengono così lubrificati con oli vegetali, medicati con erbe aromatiche o arricchiti con oli essenziali specifici, i cui effetti benefici vantano una esperienza millenaria. Gli effetti del Kesa Abhyanga sui capelli sono molteplici: rinforza, dona lucentezza e vitalità, stimola la crescita, ritarda lo sviluppo di capelli bianchi, combatte dermatiti e forfora.
Info tecniche dal sito Ayurveda Italia.
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